Irrituale. E’ il termine che sceglie il pubblico ministero Valentina Giammaria per descrivere l’iter che stava seguendo il dirigente dell’Urbanistica Luca De Vincenti per il caso dell’ampliamento da Califano Carrelli. E’ un capo di imputazione contestato insieme all’imprenditore anche all’architetto Eleonora Boccacci collaboratrice dello studio di architettura dove De Vincenti era socio. Il reato ipotizzato nei confronti dei presunti responsabili è quello di corruzione. «Nella pratica che stava seguendo era lui a determinare modi e tempi di esecuzione», aggiunge il magistrato inquirente. In una conversazione intercettata il 16 novembre del 2022 captata tramite il Trojan, dice all’architetto Eleonora Boccacci: «Si fa come dico io». L’argomento per la vicenda Califano viene affrontato in diverse occasioni e in un caso con un tono stizzito De Vincenti replica alla professionista che gli chiede di Califano: «Smontano, già fatto, già ho deciso e non rompessero poi rimontano la cosa». Nella conversazione la Boccacci - annotano gli inquirenti - dapprima conferma che i suoi atti avrebbero rappresentato un falso quando fossero stati presentati come richiesto da Gabriele Califano a sua volta imboccato da Domenico Monti. «Gli ho detto col cu...o degli altri, occupazione, perchè tu avalli una cosa e io dichiaro un falso». Le conclusioni a cui sono arrivati gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza hanno portato a contestare l’ipotesi di reato nei confronti del dirigente dell’Urbanistica. «Al fine di conseguire un lauto guadagno - ha scritto il pm - derivante dalla parcella per la realizzazione e approvazione del progetto della Califano Carrelli, faceva predisporre la delibera numero 5 con la quale il 17 gennaio del 2023 il Consiglio Comunale di Cisterna approvava gli interventi in variante al Prg. Si adoperava per far approvare l’istanza con una delibera della Giunta del Comune di Cisterna dove ha dato il parere di regolarità tecnica, omettendo di verificare la regolarità degli edifici esistenti e nella consapevolezza dell’esistenza sul sito oggetto di istanza di ampliamento di manufatti abusivi». Oltre a De Vincenti all’imprenditore Califano e all’architetto Monti, viene contestato un altro capo di imputazione sempre per corruzione ad altri tre indagati: l’imprenditore di Latina David D’Ercole, il consigliere comunale a Cisterna e consigliere provinciale Renio Monti e il padre Domenico Monti, architetto. Il pubblico ministero ha chiesto gli arresti domiciliari, nei giorni scorsi si sono svolti gli interrogatori preventivi in Tribunale davanti al giudice Barbara Cortegiano che deve decidere se accogliere o meno la richiesta