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Acqualatina. è ancora scontro. Istanza dei sindaci al tribunale delle imprese

Il nodo del contendere è il voto per rinviare l'assemblea dei soci dello scorso 31 ottobre

Acqualatina. è ancora scontro. Istanza dei sindaci al tribunale delle imprese

Il caso della seduta dell’assemblea dei soci del 31 ottobre scorso finirà all’attenzione del tribunale delle imprese. È quanto hanno fatto intendere ieri mattina i sindaci di Anzio e Nettuno dopo l’incontro dei soci del gestore idrico che non avrebbe portato le risposte richieste.


I nodi in assemblea
Il nodo del contendere, come detto, è quello della seduta del 31 ottobre scorso, quando si doveva parlare della proposta di ricapitalizzazione della società. In quella occasione non si arrivò al voto sul punto, la ricapitalizzazione appunto, ma fu disposto un rinvio. Proprio su questo danno battaglia i sindaci di Anzio e Nettuno, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini, secondo i quali quel rinvio era illegittimo, «Marzoli, con una presa di posizione senza precedenti, – dichiaravano Lo Fazio e Burrini – ha stabilito che la riunione convocata come straordinaria fosse ordinaria e, senza avere i numeri necessari, ha rinviato la discussione su una proposta già, di fatto, bocciata».


Ieri mattina la presidente del Cda di Acqualatina Cinzia Marzoli ha invece ribadito la correttezza del proprio comportamento, ribadendo che considera legittima quella votazione. Non si sono invece espressi i revisori dei conti, per l’assenza del presidente del collegio. Anzio e Nettuno, sostenuti poi dagli altri sindaci di Forza Italia e Partito democratico della provincia pontina, hanno ventilato la richiesta di un parere al tribunale delle imprese per capire se davvero fosse o meno presente il numero legale per votare quel rinvio.

Frattura politica ancora evidente
Ad ogni modo anche la riunione dei soci di ieri mattina ha confermato la sensazione che si ha ormai da settimane, ossia quella di una spaccatura evidente e di difficile ricucitura tra i sindaci di Forza Italia e Pd con i colleghi di Lega e Fratelli d’Italia ma soprattutto con i tre componenti di parte pubblica del consiglio di amministrazione di Acqualatina. A più riprese i sindaci dell’ala Pd-Forza Italia - Civiche hanno chiesto le dimissioni del consiglio di amministrazione. La sensazione è che si sta andando verso la mozione di sfiducia nei confronti dei tre componenti di parte pubblica.

Ricapitalizzazione in stand by
E per quanto riguarda la ricapitalizzazione? Al momento è tutto fermo. Va detto che anche i Comuni con posizioni più morbide verso il Cda, come Latina e Terracina, non hanno intenzione di procedere con l’aumento di capitale e stanno cercando soluzioni alternative che possano portare a un’intesa ampia. La domanda è però una? Esistono queste soluzioni alternative? Chissà. Ad oggi non s’è visto nulla di concreto e questa continua serie di contrasti non fa che esacerbare animi e posizioni.

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