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La polemica

Caso Abc, Daniela Fiore: "Nel Pd confusi e senza visione, un partito ininfluente"

La critica dell’ex esponente del Partito Democratico, ora nel Gruppo Misto

Caso Abc, Daniela Fiore: "Nel Pd confusi e senza visione, un partito ininfluente"

C’è chi polemizza in un partito storicamente abile a lavare i panni sporchi in piazza. E chi guarda i litiganti ormai dall’esterno dopo aver abbandonato la nave. Il Partito Democratico ha infatti   da poco perso una componente significativa come Daniela Fiore, candidata per il Pd alle primarie per le amministrative del 2023 e  transitata nel Gruppo Misto in dissenso con le scelte e il percorso recente dei democratici.

In merito alla diatriba interna al Pd su Abc scrive: «In generale si conferma, ancora una volta, la totale assenza di una linea politica chiara del Partito Democratico sulla gestione di ABC. La verità è che sull’azienda speciale non esiste oggi una posizione riconoscibile del partito, né a livello di segreteria né all’interno del consiglio comunale. L’ultima posizione ufficiale risale al 2017, quando alla nascita di ABC il Pd si esprimeva a favore di una gara per la gestione del servizio. Da allora, su un tema così strategico per la città, si sono susseguite prese di posizione contraddittorie, silenzi e ambiguità, fino ad arrivare all’attuale confusione che si riflette anche nel dibattito pubblico».

Per Fiore «questa mancanza di una visione politica definita non solo rende il Partito Democratico di fatto ininfluente nelle scelte che contano, ma finisce anche per lasciare spazio a ipotesi gestionali lontane anni luce da quelle che dovrebbe sostenere un’amministrazione moderna, innovativa e capace di guardare al futuro dei servizi pubblici. Personalmente ho sempre ritenuto che sarebbe stato preferibile procedere attraverso una gara. Oggi, però, imboccare la strada della liquidazione dell’azienda sarebbe estremamente pericoloso e non ce lo possiamo permettere. Servono responsabilità e chiarezza: posizioni ambigue e contraddittorie, come quelle che continuano a emergere nel Pd, non aiutano né la città né i lavoratori».  

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