La Lega propone il ritorno delle Province: consiglieri eletti dai cittadini
Al Senato è stata presentata una proposta di legge firmata anche dal ministro Matteo Salvini. Si tratta di un ritorno alla situazione precedente la riforma Delrio
La Lega vuole riportare l'elezione diretta di consiglieri e presidente della Provincia. E' quanto contenuto in un disegno di legge che i senatori del Carroccio, compreso il leader Matteo Salvini e il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, hanno presentato a Palazzo Madama nei primi mesi della legislatura. I leghisti vogliono che i cittadini tornino ad esprimersi in prima persona come accaduto per decenni: nella relazione che accompagna gli articoli si legge che l'obiettivo della proposta è quello di «ripristinare la legalità costituzionale attraverso l'elezione diretta a suffragio universale del presidente e dei consiglieri della Provincia».
Insomma un passo indietro rispetto alla riforma Delrio, quella che doveva portare alla cancellazione delle Province e che invece è rimasta monca, dopo la bocciatura della riforma costituzionale. Le Province infatti esistono ancora, hanno molte meno risorse di una volta e anche meno competenze, i consiglieri provinciali e il presidente sono eletti di secondo livello, in quanto il diritto di voto è affidato a sindaci e consiglieri dei comuni del territorio. Con l'intervento legislativo proposto dai senatori della Lega, l'obiettivo è quello di ripristinare l'elezione diretta di consiglieri e presidente attraverso il voto dei cittadini.
Nella proposta della Lega si affronta anche la questione indennità. Attualmente presidente e consiglieri provinciali lavorano a titolo gratuito. Secondo il ddl il compenso del presidente non dovrebbe superare quello del sindaco del capoluogo della provincia. I consiglieri avrebbero invece un gettone per sedute e commissioni. In sostanza si equipara il sistema a quello dei Consigli comunali, ristabilendo di fatto l'autonomia dell'ente. Dell'elezione dei presidenti delle Province si parla anche nel recente decreto Milleproroghe. Ad oggi i sindaci devono avere almeno 18 mesi di mandato davanti a loro per candidarsi, regola che taglia fuori un terzo dei primi cittadini. Nel dl la durata residua scende da 18 a 12 mesi. Ma il sistema elettorale resta complicato. In provincia di Latina, in autunno, si procederà al rinnovo del Consiglio provinciale. Sindaci e consiglieri saranno chiamati a votare i componenti da mandare in via Costa. Se la proposta legislativa della Lega andasse in porto, potrebbe essere l'ultima votazione di secondo livello prima di tornare a dare la parola ai cittadini. Certo l'aggravio a livello economico sarebbe non indifferente, ma la Lega nella proposta presentata punta a riportare la politica come protagonista della azione delle province italiane. Chissà cosa ne pensano in merito i compagni di governo del Movimento 5 Stelle.