Politica
17.07.2019 - 19:09
E' stata persa una grande occasione per dare un segnale e una svolta a questa Unione Europea, l'elezione del nuovo presidente della Commissione certifica ancora una volta la saldatura dell'asse Macron-Merkel a scapito del nostro Paese.
«La nostra scelta - racconta Adinolfi - era motivata, come ha ben spiegato il nostro presidente Marco Zanni, dalla assenza di cambiamento che abbiamo riscontrato nei contenuti e nelle proposte fatte dalla candidata. Non avremmo mai dato il nostro voto a favore di programmi troppo spostati a sinistra che sono, peraltro, lo specchio di quelli che abbiamo già visto nella scorsa legislatura e che hanno penalizzato lavoratori e piccoli imprenditori a scapito della grandi multinazionali. Ancor meno - sottolinea il leghista - saremmo stati disposti a dare il nostro sostegno a chi attacca strumentalmente l'Italia e intende proseguire nella politica che finora ha avvantaggiato solo i paesi del nord a scapito dell'area del Mediterraneo. Ci aspettavamo invece questa scelta dal Pd, meno da chi a parole dice di stare dalla parte del popolo e poi nei fatti si schiera con i soliti euroburocrati»
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