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Il fatto

Abc, dopo le accuse il sindaco evita lo scontro: lavoriamo per una soluzione

Celentano: impegno senza sosta per risolvere le criticità dell’azienda speciale

Abc,  dopo le accuse il sindaco evita lo scontro: lavoriamo per una soluzione

Il sindaco di Latina, Matilde Celentano

Il caso ABC, l’azienda speciale che gestisce i rifiuti, diventa lo specchio di una fase politicamente delicata per la sindaca Matilde Celentano e per l’intera maggioranza di centrodestra. Le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Franco Addonizio, che ha parlato apertamente di un’azienda bloccata da atti non approvati dal settore finanziario del Comune, hanno portato alla luce un cortocircuito interno alla stessa amministrazione: un delegato della giunta che chiama in causa altri pezzi della macchina comunale, trasformando uno stallo amministrativo in un problema politico. Chiare le parole dell’assessore: «L’azienda è ferma perché priva degli atti fondamentali di gestione non approvati dal settore finanziario. ABC è un’azienda che deve potere lavorare e non può essere un terreno di continuo confronto politico, né con l’Amministrazione passata né tantomeno interno al centrodestra. Ogni giorno di stallo è una responsabilità precisa e, arrivati a questo punto, qualcuno dovrà farsene

carico».
La linea della prudenza
Il sindaco Celentano, interpellata su questa vicenda, sceglie una linea di prudenza politica, evitando di commentare nel merito le dichiarazioni di Addonizio: «Non voglio commentare le dichiarazioni dell’assessore perché non voglio alimentare polemiche. Stiamo lavorando giorno e notte per risolvere la questione in tutte le maniere e spero che a breve troveremo il bandolo della matassa. La mia volontà è trovare una soluzione ai problemi dell’azienda e rifondare un percorso che le permetta di operare senza difficoltà». Una scelta che segnala quanto il momento sia complesso, per la sindaca, dirimere pubblicamente affermazioni così pesanti provenienti da un componente della propria giunta.
Il precedente estivo
Non è la prima volta che accade. Già la scorsa estate, sempre sul tema ABC, si era consumato uno strappo politico quando Addonizio sconfessò la delibera di modifica dell’articolo 8 della Convenzione tra Comune e azienda e il suo gruppo non la votò. In quell’occasione Celentano intervenne in modo netto, rivendicando il ruolo di guida politica: «Non posso accettare che un assessore, mio delegato fiduciario, possa contraddirmi e delegittimare il mio operato». Oggi, a distanza di mesi, la sindaca cambia registro, scegliendo il silenzio prudente invece dello scontro frontale, segno evidente di equilibri più fragili all’interno della maggioranza.
Lo stesso schema si riflette anche sull’altra grande partita aperta, quella del Piano antenne. Anche qui il nodo nasce da tensioni politiche tra la commissione Ambiente e l’assessore Addonizio, che a fine estate parlò di un regolamento con “molte irregolarità”. La questione sembrava risolta con un accordo, ma i fatti dimostrano che non lo era del tutto: il regolamento è rimasto fermo per mesi ed è tornato in commissione Ambiente solo dopo la forzatura del presidente Alessandro Porzi, culminata con la minaccia di dimissioni. Ora gli equilibri vanno sciolti in pochi giorni. Porzi ha convocato per martedì la commissione Ambiente con all’esame proprio il Piano antenne, dopo i chiarimenti emersi in Trasparenza e nella successiva riunione interna alla maggioranza. Sullo sfondo restano problemi che hanno la stessa radice politica: il rapporto irrisolto tra indirizzo politico e azione amministrativa. E una sindaca che, oggi più che mai, è chiamata a tenere insieme una maggioranza attraversata da tensioni interne senza precedenti.

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